Laboratorio di Ricerca di Base

Attività di Ricerca

Il nostro laboratorio si concentra sullo studio di diversi aspetti fondamentali dei meccanismi molecolari di base che assicurano il corretto funzionamento e sviluppo degli organismi viventi. Le nostre principali aree di ricerca includono:

  1. Studio del ruolo della proteina Ago2 nella regolazione della stabilità genomica durante la senescenza cellulare
  2. Ruolo della proteina Ago2 nella regolazione dell'espressione delle proteine oncovirali E6 ed E7 di HPV in linee cellulari derivate da tumore alla cervice durante la senescenza indotta da doxorubicina
  3. Analisi della regolazione traduzionale attraverso il controllo dell'omeostasi dei ribosomi attivi

Il Nostro Team

Prof. Carlo Cogoni

Capo Laboratorio

Dr Dario Benelli

Ricercatore Senior

Dr Caterina Catalanotto

Ricercatrice Senior

Contatti

Dipartimento di Medicina Molecolare

Sapienza Università di Roma

Policlinico Umberto I, V Clinica Medica

V.le Regina Elena, 324

00161 Roma

Italy

Tel.: +390649918222

Controllo Traduzionale nel Differenziamento Eritroide: l'Asse PLK1-Notch1 e il Filtro Ribosomiale

L'eritropoiesi rappresenta un modello ideale per comprendere come il controllo traduzionale influenzi il differenziamento cellulare. Utilizzando il sistema K562/emina, il nostro laboratorio investiga come i livelli di sintesi proteica, definiti anche dalla quantità di ribosomi attivi, possano funzionare da filtro molecolare nella selezione di quali mRNA vengano preferenzialmente tradotti in base alle caratteristiche delle loro regioni in cis. Il nostro focus è investigare il potenziale ruolo di PLK1 nella regolazione di Notch1, un inibitore noto della maturazione eritroide, come ulteriore asse regolatore del differenziamento delle cellule K562 trattate con emina. L'ipotesi che guida il nostro lavoro è che il controllo traduzionale possa coordinare la pathway PLK1/NOTCH1 durante le fasi precoci del commitment eritroideo. Fattori che modulano l'omeastasi di ribosomi attivi, in particolare eIF6, rappresentano un interesse specifico del laboratorio. Comprendere come alterazioni della disponibilità di ribosomi, tipiche delle ribosomopatie come l'anemia di Diamond-Blackfan, influenzino selettivamente la traduzione di specifici mRNA eritrogenici potrebbe fornire nuove chiavi interpretative sul fenotipo tessuto-specifico di queste malattie.

Inibitori peptidici del fattore eIF6

Il Progetto di tipo Traslazionale nasce in collaborazione con il Laboratorio di Biologia Molecolare della Prof.ssa Anna La Teana (Università Politecnica delle Marche) ed è finalizzato allo sviluppo di inibitori peptidici del fattore eIF6 per applicazioni terapeutiche nella Sindrome di Shwachman-Diamond e in tumori con sovraespressione di eIF6. Il nostro laboratorio conduce la validazione cellulare e l'ottimizzazione dei composti guida, attraverso studi di uptake cellulare, profiling ribosomale, saggi traduzionali, caratterizzazione farmacocinetica, e valutazione degli effetti sulla proliferazione e vitalità cellulare in modelli di malattia rilevanti. L'obiettivo è selezionare candidati ottimizzati con attività cellulare <1 μM e proprietà farmacocinetiche favorevoli per gli studi preclinici in vivo.

Profilo trascrittomico dell'epitelio nasale in atleti esposti a traumi cranici ripetitivi

Il progetto nasce in collaborazione con il Laboratorio del Prof. Vincenzo Cestari del Dipartimento di Psicologia dell'Università di Roma La Sapienza e con il Laboratorio di Biomedicina Traslazionale del Dr. Christian Barbato (IBBC,CNR). Lo studio è finalizzato all'identificazione di marcatori molecolari precoci di alterazioni cerebrali in atleti esposti a ripetuti impatti alla testa (RHI). Il nostro laboratorio contribuisce attraverso l'analisi trascrizionale dell'epitelio olfattivo nasale, tessuto accessibile che rappresenta una finestra diretta sul sistema nervoso centrale. Mediante bulk RNA-seq e small RNA-seq, il lavoro si focalizza sull'identificazione di alterazioni nell'espressione di RNA non codificanti (microRNA e long ncRNA) associati a stress neuronale, permettendo un monitoraggio longitudinale impossibile con metodiche non-invasive.